W Zorro il Musical “forse ci si poteva soffermare di più”

29 gennaio 2013    


Durante la tappa barese si sono notate imprecisioni nei movimenti degli elementi. Zorro a cavallo viene rappresentato mediante proiezione, probabilmente l’intenzione è di non offrire una visione chiara dell’uomo a cavallo, ma alla fine ne è risultato un omino stilizzato lucente sul nero del fondale, un po’ poco per un musical che doveva essere la continuazione di un successo iniziato da un grande Pinocchio (2005) e poi un po’ meno grande Aladin (2010).L’utilizzo di questa proiezione per l’arrivo di Zorro a cavallo è stata un intuizione davvero “strana” per 32 euro di biglietto e quasi ha tirato fuori un sorriso per l’estrema banalità.

In tutto il musical le coreografie vere, cioè quelle che catturano interamente l’attenzione, quelle energiche, quelle a cui ci aveva abituato Stefano D’Orazio, quelle di metà primo tempo (Pinocchio: buongiorno, Aladin: Siamo Vivi) che attaccano lo spettatore alla poltrona questa volta non ci sono state, né quelle di metà primo tempo, né le altre. Attenzione, non si vuole asserire che i ballerini non abbiano interpretato bene le coreografie, anzi a giudicare dall’età media dei ballerini il loro lavoro è stato encomiabile, si vuole notare come la numerosità delle coreografie sia stata piuttosto carente, un anomalia non da poco in uno spettacolo che né dovrebbe essere colmo.

Nel complesso penso che la posizione sia chiara, si poteva fare decisamente di più, questo riassume decisamente quello che è stato Viva Zorro. Il protagonista forse era fisicamente adatto ma null’altro, è anche vero che purtroppo in Italia non disponiamo di molti attori professionisti in questo campo e quindi credo che la scelta sia stata praticamente obbligata, o (spero sia questa) la produzione ha voluto dare spazio ai giovani. Le musiche erano belle ma in quel montaggio hanno perso inevitabilmente, il recitato era troppo e fastidioso da seguire, il montaggio non è stato orientato a colmare le lacune evidenti e la scenografia economica e scarna.

Forse è stato fatto di fretta, forse ci si poteva soffermare di più, la produzione doveva investire di più, le imprecisioni si sono viste e la scena era inequivocabilmente vuota, si può avere un ottimo spettacolo con scene non al top (vedi Alice nel Paese delle meraviglie) si può avere uno spettacolo medio con poca storia e trama recuperando su scenografie e coreografie ( vedi Happy Days) ma è difficile avere un buon spettacolo puntando solo sulle musiche celebri e sullo sguardo di ghiaccio del protagonista.

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