ROMEO E GIULIETTA – AMA E CAMBIA IL MONDO

4 ottobre 2013    

Questo spettacolo ha destato interesse sin da subito, dal primo istante, sin dalla notizia del suo lancio diffusa verso Marzo 2013, la possibilità che David Zard tornasse a produrre un musical (che in realtà è più un opera popolare) che era stato prodotto già in Italia non molto tempo fa, aveva fatto scalpore. Ancor più scalpore se teniamo conto che il precedente Romeo e Giulietta era stato scritto da il maestro Cocciante amato in Italia e incontrastato dopo il successo di Notre Dame de Paris figlio della collaborazione tra lo stesso Zard e Cocciante. Bene, le premesse erano davvero impietose: sfidare uno spettacolo così recente (il Romeo e Giulietta di Cocciante), relativamente poco apprezzato dal pubblico italiano, sebbene la versione italiana fosse stata curata dallo stesso Zard.
Ad oggi dopo un intensa quanto davvero avvincente politica di marketing durata praticamente dal primo giorno di annuncio, le premesse e le promesse si sono avverate. La discussione sia prima che dopo la visione è stata davvero accesa e divisoria sin dalle prime anticipazioni comparse sui primi social network di addetti ai lavori che avevano l’opportunità di osservare le prove, questo spettacolo ha diviso.
Prima di addentrarci più in fondo nei meandri dello spettacolo un plauso di sicuro lo merita Zard che ormai è un affermato scopritore di successi, in questa tornata ha rischiato più del solito forse guidato dal cuore di padre che ha lasciato il merito di questa scoperta al figlio Clemente. Non sappiamo ancora se la scommessa relativa allo spettacolo è davvero vinta, di sicuro vince l’organizzazione manageriale della Zard Media Group che è imponente, avvincente e moderna, basata su una forte promo-commercializzazione che non teme confronti, iniziata dal primo giorno, non ha mai temuto di scoprire qualche dettaglio in più, ha sfruttato i social network maniacalmente, ha sfruttato la tv e i media senza remore.
Lo spettacolo ha un impatto iniziale un po’ freddo, sono stupendi i costumi, sono stupende le scene, in cui viene usata molto la videoproiezione a scapito della fisicità scenografica, sono bellissime le luci, i protagonisti ci mettono un po’ però ad entrare perfettamente nel personaggio.
Le musiche sono ritmate, calde e molto pop, il primo atto è spedito, colorato e di un giusto metraggio, permette la visone piacevole e non distoglie l’attenzione, il regista Peparini riesce a miscelare in modo giusto coreografie e azione in scena secondo una metrica più francese che italiana ma in fatto di opera e operetta i francesi la fanno da padroni, sebbene la commistione tra cantato e ballato sia più tipicamente parte della cultura della commedia musicale italiana. Abbastanza inaspettatamente arriva il recitato basato su testi Shakesperiani, davvero azzardato devo dire, forse l’azzardo più grosso di tutto lo spettacolo, visti anche i risultati.
La vocalità degli interpreti è azzeccata sotto tutti i punti di vista a parte qualche pecca, ma passabile, sono tutti ragazzi, molti alla prima uscita al grande pubblico, e perfetti i veterani, grande Silvia Querci nella parte della balia, grandissima Roberta Faccani, madre Montecchi, anche se poco valorizzata, dopo l’ampiezza vocale mostrata in Alice ci saremmo aspettati delle performances più virtuose, stesso discorso per Matteucci che da 32 anni è leader indiscusso del settore, ma purtroppo riesce ad esprimersi sempre meno nelle opere a grande distribuzione nell’ultimo periodo. Bravo Di Minno, il principe, uno che certamente rivedremo. Luca Giacomelli (Mercuzio) finalmente si prende l’importanza e il risalto che merita, noto al pubblico dopo la tourneè con Titanic il musical, ora viene fuori, davvero un bravo artista da definire promettente; diplomatosi solo nel 2005, peccato per il pezzo della sua morte, meglio quello di Cocciante. Altro performer degno di grande nota, (a mio avviso uno dei migliori in questo spettacolo) è Tebaldo, Gianluca Merolli che dopo Hair e We Will Rock You approda a Verona in questo spettacolo che all’inizio non gli lascia molto spazio ma che in seguito ritaglia una porzione davvero interessante al suo personaggio molto dark e sanguinolento, insofferente e folle, forse il personaggio più divertente da interpretare.
Un’ambito davvero importante e sostanziosa al quale Zard non manca mai di riservare una parte consistente del budget sono i costumi e le scenografie. Nulla da eccepire, buona l’evoluzione video senza dimenticare la fisicità (nei laterali della scena). Buono, se non fosse per il funerale di Giulietta, ci si sarebbe aspettato un impatto scenico più azzardato, invece è piuttosto povero e scarno, strano anche il poco utilizzo di scene aeree e acrobati che hanno dato a NDP il carattere innovativo che lo ha contraddistinto nel tempo.
Le musiche e i testi sono molto belli e ritmati a parte qualche piccola parte superflua il tutto risulta davvero molto “chic” che è alla fine l’aggettivo che viene in mente per definire questo spettacolo, tecnico e fine. Peparini assieme alla coreografa Peparini hanno dato un impronta sostanzialmente tecnica, fine, liscia e fluente al filo degli eventi riuscendo a distinguersi e a dare un carattere proprio all’opera. Il primo atto è molto ritmico e tirato, nel secondo atto, invece si respira di più, come è giusto che sia in un opera popolare come questa. Il cast è stato scelto bene anche se qualche vecchia gloria di NDP avrebbe dato quel qualcosa in più che avrebbe reso indimenticabile il tutto, così come una cura maggiore dei dialoghi. Brava Giulietta, Giulia Luzi fresca di maturità si è lanciata in questa avventura uscendone molto bene. Un po’ meno, a mio avviso Davide Merlini reduce da X-factor, in qualche battuta recitata si è percepito addirittura il suo accento veneto.
In conclusione è un buon lavoro, che lascia con qualche “se” e qualche “ma”, ma che alla fine affeziona e fidelizza, sarà che i francesi in questo campo sono anni avanti a noi, sarà che l’opera popolare ha dei precisi standard, sarà che Zard ha una tecnica manageriale impeccabile e travolgente ma alla fine… hai voglia di rivederlo.

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1 COMMENT

gucci sale India - 6 gennaio 2014 - Rispondi

Yes, I like it.

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Falvio Albano



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