DESTINATION REPUTATION: necessità o moda?

3 ottobre 2013    

DESTINATION REPUTATION: necessità o moda?

Negli ultimi tempi l’attrattiva di una destinazione turistica sembra essere formata per la maggior parte dal connotato della reputazione. Sempre di più, sia che si parli di identità privata, sia che si parli di identità territoriale, inevitabilmente la reputazione sembra fare la maggior parte del lavoro nell’individuazione di un ranking di affidabilità e sicurezza sia che si tratti di rapporti interpersonali, sia che si tratti di dover scegliere la meta per le proprie vacanze. Gli ultimi tempi hanno visto una sostanziale modificazione degli ambiti di scelta. Questa spesso si effettua in base all’esperienza che si sta cercando, promuovendo una maggiore divisione in cluster di tutta l’offerta. Il viaggiatore negli ultimi anni si è evoluto indirizzando le proprie scelte verso dei viaggi che sono più “ricchi”, intrisi di territorialità e cultura locale. Proprio per questi fini risulta utile e imprescindibile costruire un identità territoriale.

Sul “come” raggiungere un ottima reputazione esistono numerosi metodi che più che offrire svariate possibilità contribuiscono più che altro a creare confusione nel settore. Generalmente un punto fermo ed inequivocabile resta che “…un cliente soddisfatto è sempre il miglior veicolo pubblicitario che esista…”. Questo vale anche per la costruzione di una buona reputazione. A parte questo assunto indiscutibile, oggi il mondo di internet, fa la parte del leone in tutto il resto degli ambiti in cui è possibile muoversi per costruire una reputazione territoriale. L’avvento del social network, soprattutto, ha decretato un nuovo canale di intervento in cui ogni azienda/istituzione/ente/meta turistica deve essere presente costantemente e capillarmente. L’obiettivo è sempre quello del favorire il più possibile il buzz positivo, ossia il “chiacchiericcio cybernetico” che permette la diffusione di contenuti relativi, in questo caso, alla meta. In relazione al turismo esistono diversi social network che vanno a rappresentare un interessante risorsa, poiché il turismo già di per sé interessa diverse aree emozionali e sensitive: dai social di immagini e video, ai forum e blog dedicati alle varie destinazioni o ai vari comparti turistici. L’avvento dei social sono ad oggi è il metodo più diretto per costruire la destination reputation. Questo però, può trasformarsi in un balzo verso il patibolo per coloro che non seguono adeguatamente lo sviluppo del buzz, poiché lo stesso ha bisogno di essere monitorato e convogliato nella maniera adeguata.

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Falvio Albano



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