Alessandro Siani Show, divertente ma impreciso e scollegato…

2 dicembre 2013    

Posto che il Teatro Team di Bari è una location svilente per qualsiasi performance, posto che lo spettacolo in questione non portava nessun titolo ma solo il nome dello showman, è evidente che la critica parte stridente e graffiante. Ovviamente la performance comica di Siani è fuori discussione, l’attore irradia simpatia solo alla vista ed è amabile come un fratello maggiore o il più simpatico della comitiva però questo è proprio il caso di dire “ci si aspettava di più”. Quello che è parso allo spettatore è stato uno spettacolo si divertente ma sostanzialmente impreciso e scollegato. La scaletta non aveva un reale filo logico, si è assistito a due monologhi uno iniziale e uno finale, contenenti alcuni siparietti celebri e due sketch intermedi che anche se divertenti non ci sono sembrati all’altezza delle aspettative se parliamo di one man show, senza considerare che uno di questi due sketch era un trito e ritrito classico anche delle equipe di animazione in villaggio. Lo spettacolo è stato riempito con due spazi dedicati alla canzone napoletana interpretati da una cantante del cast con brani ripresi “ovviamente” dalle colonne sonore del film: il Principe abusivo, così come la performance poetica relativa alla poesia sull’amore. Piacevoli i ballerini che contornavano l’inizio e la fine delle sezioni recitative così come le scenografie che sicuramente hanno contribuito a creare uno spettacolo piacevole e divertente ma non sicuramente strutturato e pensato. Ci è parso, anche con l’introduzione del bravissimo vecchietto “Scapece” di Benvenuti al Sud che la regia ha sostanzialmente voluto giocare facile, ripercorrendo la strada dei due successi cinematografici in un momento in cui “era giusto farlo” ed economicamente “conveniente”. In conclusione bravo Siani perché di sicuro c’è talento e c’è comicità innata, ma un one man show non può nascere su fondamenta così instabili e così poco strutturate, non bastano dei successi cinematografici per andare sul palco di un teatro e far uscire la gente altrettanto soddisfatta. Ci saremmo aspettati di più anche perché prima di questi successi lo spettacolo “Fiesta” ci aveva stupito e fatto letteralmente morire dalla risate tra tanti personaggi e un filo conduttore unitario e fluente. Forse sarebbe stato meglio aspettare un po’ di più e concentrarsi su i contenuti artistici piuttosto che sbrigarsi ad andare in scena. Alla prossima e distinguiamo tra cinema e teatro anche perché parliamo di talento esistente e tangibile, una grande promessa del cinema comico italiano e ci pareva anche del teatro. Staremo a vedere.

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Falvio Albano



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